La SBK rischia seriamente di perdere un suo pilota per via di un incidente di pista molto duro. Le troppe lesioni lo costringono al ritiro?
La MotoGP e la SBK, così come le loro categorie cadette, sono famose per essere tanto spettacolari quanto pericolose. I piloti ovviamente lo sanno, vivono per questa adrenalinica precarietà della sorte e per superare i propri limiti. Nell’ultima gara del Mondiale SBK un famoso e storico pilota ha subito gravi danni dopo una brutta caduta ed ora rischia la carriera.
Il Mondiale SBK è terminato con la grande festa del team Ducati: la squadra firmata Aruba ha trionfato in tutte le classifiche vincendo i titoli Costruttori e Team ed anche il titolo Piloti con Alvaro Bautista. Nella grande festa generale dove il campione spagnolo in rosso veniva celebrato, c’è stato anche spazio per la preoccupazione.
Durante Gara 2 a Phillip Island, praticamente all’inizio del 18° giro del Gran Premio, in Curva 1 si è materializzato un incidente molto grave che ha interrotto la corsa. Il buon vecchio Eugene Laverty è andato a contatto con Xavi Fores: l’impatto dopo la caduta è stato violento ed il veterano nordirlandese ha avuto la peggio.
Laverty è stato cosciente sin da subito ma visibilmente compromesso fisicamente. L’ambulanza ha subito portato il centauro nordirlandese al centro medico dove la diagnosi è stata ingenerosa: frattura di anca e bacino. A 36 anni un infortunio del genere può significare una cosa sola, cioè ritiro definitivo dalle corse.
Per fortuna di Eugene Laverty, se così si può definire, l’infortunio a parte il dolore fisico non comporterà troppi problemi. La carriera del pilota del team indipendente BMW di SBK aveva già deciso di ritirarsi a fine stagione, diventando Team Manager della sua stessa squadra.
Un ritiro doloroso fisicamente e amaro moralmente, ma fortunatamente già deciso.
Eugene Laverty ci mancherà, in pista era quasi un’istituzione ormai. Anche se ormai per nulla competitivo e datato visti i suoi 36 anni, è dal 2004 che calca le piste tra MotoGP e SBK perciò è diventato una specie di totem.
Un eterno secondo, mai stato campione ma talentuoso e amatissimo centauro. Laverty è stato vicecampione del mondo in Supersport nel 2009 e 2010, medesimo risultato ottenuto nel 2013 in SBK.
Fantino di Aprilia, BMW, Honda, Yamaha, Ducati e Suzuki, insomma fatta eccezione per Kawasaki e KTM praticamente Laverty ha esperienza e conoscenza tale da essere nell’immediato futuro un bravissimo Team Manager.
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